LA PROCURA DI ROMA HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE DELL’INCHIESTA SULL’OMICIDIO DOPO 23 ANNI DI BUFALE. CALA IL SIPARIO

Era ora!

Già nell’anno 2007 la Procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione del Caso omicidiario.

Subito dopo l’assassinio di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1991 per mano di banditi somali nel corso della guerra civile, si era costituita una Centrale Giornalistica di depistaggio mediatico volta a far credere che si trattava di un delitto premeditato perché la Alpi indagava e sapeva di malaffari che non dovevano essere fatti conoscere.

Per avvalorare tale pretesa esecuzione la Centrale, ben individuata, ha inventato menzogne a dismisura e piste false quali tangenti nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, foto scattate dalla Alpi di fatti di stupro di donne somale da parte di militari italiani, traffici di armi, seppellimenti in Somalia di rifiuti tossico-nucleari, autoaffondamento di navi, con la connivenza dolosa della massoneria, della ‘ndrangheta, dei Servizi segreti e persino delle Istituzioni dello Stato, arrivando a dire, sempre depistando, che quello di Ilaria era stato un delitto politico un delitto di Stato, come quello di Giacomo Matteotti, di Aldo Moro e dei giudici Falcone e Borsellino.

Hanno indagato sul caso ben 20 Procure della Repubblica, 11 Commissioni parlamentare e governative, la Corte di Assise di Roma e la Corte di Appello di Perugia in ben 5 gradi di giudizio contro il somalo Hashi, preteso killer, giungendo concordemente a conclusioni decisamente negative: si è trattato di un atto banditesco contra incertam personam senza premeditazioni e senza mandanti.

Ciò nonostante la Centrale di depistaggio, giovandosi della disponibilità del TG3 e di vari giornali e settimanali a carattere nazionale, quali Famiglia Cristiana, l’Espresso, La Repubblica, Liberazione. L’Unità, Il Fatto Quotidiano e il Manifesto, ha continuato nella sua campagna, frutto di una strategia imperterrita dettata anche da interessi poitico-ideologici, criminalizzando persone italiane e somale innocenti, mai destinatari di imputazioni dalla Magistratura inquirente.

Per quasi un quarto di secolo gli italiani sono stati condizionati da una filiera di mistificazioni, che non ha precedenti nella storia giudiziaria dell’Italia.

Il tutto per opera di un malsano giornalismo investigativo caratterizzato da perfetta malafede.

Finalmente viene reiterata la richiesta di archiviazione.

A disdoro di chi ha fatto ricorso al falso sistematico .

Che vergogna!

Fonte Immagine: http://www.iskrae.eu/

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