LE ACCERTATE MENZOGNE DEL NOTO CALUNNIATORE FRANCESCO FONTI SULLA FALSA STORIA DELLE “NAVI A PERDERE” CARICHE DI RIFIUTI TOSSICO NUCLEARI

LE ACCERTATE MENZOGNE DEL NOTO CALUNNIATORE FRANCESCO FONTI SULLA FALSA STORIA DELLE “NAVI A PERDERE” CARICHE DI RIFIUTI TOSSICO NUCLEARI

                  Su Google è possibile leggere decine di migliaia di articoli di esaltazione e accreditamento di dichiarazioni rese a vari Magistrati da un noto boss della ‘ndrangheta Francesco Fonti (a suo nome su internet figurano 304.000 richiami), pluricondannato per gravi reati ad almeno 50 anni di reclusione, pluricalunniatore per aver accusato Magistrati di connivenza dolosa per malaffari con le cosche calabresi, inventore di trasporti in Somalia e di autoaffondamento di navi cariche di rifiuti tossico/nucleari.

Le sue storie sono state diffuse e valorizzate in particolare su “l’Espresso” con servizi di Riccardo Bocca e su “Famiglia Cristiana” da parte di Luciano Scalettari, prima ancora che i memoriali del Fonti fossero pervenuti ai Magistrati, senza verifiche e senza attendere la loro valutazione.

Tutto ciò ha concretato una operazione di spudorato depistaggio volto a supportare il falso teorema dell’assassinio della giornalista del TG3 Ilaria Alpi, avvenuto a Mogadiscio il 20/3/1984 da parte di banditi somali, secondo il quale questo sarebbe avvenuto perché la giornalista sapeva o indagava su traffici dall’Italia di armi e di rifiuti. Un assassinio considerato da ben nove Procure della Repubblica e dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla sua morte e sulla morte del suo collega Miran Hrovatin (come da Relazione Finale del 23/2/2006), un mero “atto banditesco contra incertam personam”, senza mandanti e senza premeditazione.

La falsificazione di questa realtà è continuata e continua da allora per ragioni politico-ideologiche di carriera e di cassetta da parte dei giornalisti accusati di “vera e propria malafede”.

L’ultimo affabulatore utilizzato per accreditare questa storia è stato Francesco Fonti, il quale ha inventato seppellimenti di fusti, traffici illeciti di rifiuti e di armi, autoafondamento di navi da lui causati ricorrendo all’esplosivo.

Le sue dichiarazioni, rese dietro la promessa di denaro di giornalisti per come documentabile, hanno mobilitato per accertamenti altre Procure, Commissioni Parlamentari, l’Antimafia, il Governo, la Regione e vari Enti locali della Calabria. E’ risultato tutto falso!

Lo ha conclamato per ultimo il GIP presso il Tribunale di Catanzaro dr.ssa Gabriella Reino nel proc. n. 5003/09 NR – 3602/10 RG Gip con ordinanza del 10/5/2001 che ha disposto la definitiva archiviazione.

Oggi tutti gli esaltatori di Francesco Fonti tacciono. Nessuno ha la sensibilità morale e lo scrupolo deontologico, dopo aver seminato tanto veleno nel difetto di qualsiasi riscontro, di riferirlo. Né di riferire le valutazioni fatte dal PM dr. Giuseppe Borrello secondo il quale le dichiarazioni del Fonti, tanto conclamate persino attraverso il TG3, sono “irrimediabilmente false frutto della sua fantasia”.

Che giornalismo di merda abbiamo in Italia!

Che vergogna!

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