A proposito del caso “Somalia – Ilaria Alpi”

On.Silvio Berlusconi

Presidente del Consiglio dei Ministri

E p.c.                            On. Alfano – Ministro Grazia e Giustizia

On. Frattini – Ministro Affari Esteri

On La Russa –  Mimistro delle Difesa

On Maroni – Ministro deli Interni

On. Prestigiacomo – Ministro Ambiente

LORO INDIRIZZI

OGGETTO: A proposito della spregiudicata semina di veleni sul caso “Somalia – Ilaria Alpi” e sull’azione di depistaggio circa le cause del suo assassinio, per finalità  politico-ideologiche.

Illustre Presidente,

sono Giancarlo Marocchino nato a Borgosesia il 23 -4 !942 e attualmente residente a Roma in via Tacito 90, di professione autotrasportatore, che si trasferì in Somalia nel 1984.

Fino alla fine del governo di Siad Barre ( dicembre 1990 ) ho costituito una società di autotrasporti insieme a cittadini somali al servizio di varie imprese italiane impegnate in attuazione di opere, finanziate dalla Cooperazione italiana di sviluppo in quel Paese, destinatario di ampie attestazioni di stima.

Durante la successiva guerra civile, potendo godere della simpatia e della gratitudine di tutte le tribù in cui si articolava la società somala, ho lavorato al servizio della Ambasciata italiana, della Cooperazione del nostro Ministero degli Affari Esteri, dei responsabili delle varie Organizzazioni governative, nonché dei corpi militari italiani nel corso della missione UNOSON dalla fine del 1992 al 1994, fornendo l’apporto logistico che quei comandanti ritennero essenziale, su disposizione dei nostri Ministeri deli Affari Esteri e del Ministero della Difesa d’Italia.

Mi si è dato atto in particolare del fatto di aver salvato, grazie alle mie informazioni  e alle mie collaborazioni, la vita a molti militari italiani, contro i quali erano stati predisposti attentati di vario genere: su ciò hanno riferito,  davanti a varie Commissioni parlamentari di inchiesta , in particolare i generali Bruno Loi, Carmine Fiore e Luigi Cantone.

Ho altresì prestato assistenza e protezione a tutti i giornalisti italiani che vennero in Somalia durante la missione predetta. E in più ho potuto giovarmi della gratitudine di tutta la comunità somala, religiosi, politici, intellettuali, imprenditori.

Mi capitò di sopraggiungere a Mogadiscio, sul luogo ove il 20 marzo 1994 erano stati assassinati da alcuni banditi somali i connazionali Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, che cercai di salvare potendo poi consegnare i loro corpi alle autorità militari italiane.

Subito dopo tale eccidio, che è stato poi qualificato  in sede giudiziaria e di indagine parlamentare, un “ atto banditesco contra incertam personam senza premeditazione e senza mandanti “ si è costituita in Italia una “ CENTRALE GIORNALISTICA DI DEPISTAGGIO MEDIATICO”, impegnata ad imporre il falso sul vero con una “miriade di mistificazioni  che non hanno precedenti nella storia della Repubblica Italiana”. (Vedasi l’estratto della Relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin che allego in copia, da pag. 670 a pagina 675).

Tale Centrale ha costruito un falso teorema omicidiale secondo il quale i due nostri connazionali furono uccisi perché indagavano o sapevano di malaffari nella cooperazione italiana, poi di traffici illeciti di armi e successivamente di traffici illeciti di rifiuti tossici e nucleari. Teorema falso per come dimostrato dalle indagini di ben 5 Commissioni parlamentari di inchiesta, di ben 6 Procure della Repubblica ( Roma. Torre Annunziata, Asti, Milano, Reggio Calabria, Potenza), nonché dalla Corte di Assise di Appello di Roma nel processo contro il somalo Hashi Omar con sentenza del 26 -6 – 2002, la quale ha escluso l’esistenza di qualsiasi traffico, di mandanti  e di premeditazione.

La Commissione parlamentere Alpi, presieduta dall’on. Carlo Taormina, costituita nella precedente Legislatura, ha indicato i componenti delle predetta Centrale di depistaggio: i giornalisti del settimanale” L’Espresso”, tra cui Riccardo Bocca; quelli di “Famiglia Cristiana” , Alberto Chiara, Luciano Scalettari e Barbara Caracciolo, ai quali sono state dedicate pagine di forti critiche per la loro “aperta malafede” da pag 619 a pag. 623 della Relazione finale approvata il 23 – 2- 2006, nonché il giornalista Maurizio Torrealta di Rai-News e Luigi Grimaldi, nonché Mariangela Gritta Granier,  ex deputata del PDS, oltre al giornali” L’Unità” e gli altri quotidiani della stessa area catto-comunista, accusati esplecitamente dei tanti depistaggi sfruttando e strumentalizzando la disponibilità di affabulatori  pregiudicati, pluricarcerati e tutti condannati per calunnia ( ecco alcuni nomi: Francesco Elmo, Aldo Anghessa, Guido Garelli, Giampiero Sepri. Luciano Porcari e più recentemente l’ex boss della ‘ndrangheta Francesco Fonti, condannato a 50 anni di reclusione per gravi reati e in particolare a 9 anni di reclusione per tre condanne per calunnia contro Magistrati della nostra Repubblica, a cui il giornalista Riccardo Bocca offrì €10.000 per un memoriale e poi pubblicato sull’Espresso, giudicato dalla Commissione totalmente falso..

Tale Centrale di depistaggio inizialmente puntò a coinvolgere l’on. Bettino Craxi, ritenuto amico di Siad Barre, e tutto il vertice del’ex PSI ( Martelli, De Michelis, Forte, Boniver, Pellitteri ) accusati di aver lucrato tangenti dai finanziamenti elargiti dalla Cooperazione italiana in favore della Somalia.

Le ricordo, Sig. Presidente, che si era in piena “tangentopoli” e che l’on. Craxi si indusse in esilio in Tunisia nel maggio del 1994 e cioè due mesi dopo la morte della Alpi e di Hrovatin.

La campagna diffamatoria portò la Camera ad istituire la Commissione parlamentare di inchiesta sulla cooperazione italiana allo sviluppo in Somalia, la quale concluse i suoi lavori, dopo due anni, con un nulla di fatto nel 1997.

Lei sa bene che tutta l’area catto-comunista era scatenata nel tentativo di demonizzare l’on. Craxi ed il suo parttito per la loro scelta politica autonomista e riformista.

Fallita completamente questa pista, la Centrale predetta ha inventato la storia, altrettanto falsa , dei traffici illeciti di armi dall’Italia alla Somalia ( che disponeve, invece di tante armi da poterle esportare: l’esercito di Siad Barre era forte di 200.000 uomini!)

Fallita anche questa seconda pista i soliti depistatori ne hanno inventato una terza: quella dei traffici illeciti dei rifiuti tossici e nucleari, tanto da trasformare la Somalia – per come scrivono – in una pattumiera di milioni e milioni di tonnellate.

Tutto falso, per come hanno concluso gli accertamenti giudiziari e parlamentari espletati nel corso di 15 anni!

Si tratta dell’opera (una maliziosa carnevalata) mascherata sotto l’usbergo di rendere giustizia ai due assassinati)capziosamwntw concertata da un gruppetto di persone, sempre le stesse e tutte individuate, che si sostengono vicendevolmente, tutte della stessa area politica, potentemente supportate  ed impegnate ad inventare  via via trame assurde e mai dimostrate. Infatti,non sanno dire di quali rifiuti si tratti, da chi prodotti, da chi trasportati al porto di partenza (posibile che non una della 1.200 della pattuglia della polizia stradale italiana non abbia fermato un camion con l’immondo carico sopra?), in quale porto, caricate su quali navi e da quale caricatore, da chi assicurate, attraverso quali Capitanerie, sotto il controllo di quali dogane, riuscendo ad eludere i meticolosi controlli lungo il canale di Suez, sbarcate in quale porto somalo in assenza di grù idonee, ricaricate e seppellite in discariche, non si sa dove localizzate e da chi costruite, per milioni e milioni di tonnellate (un solo milione di tonnellate comporta l’impiego di una flotta di cento navi da 10.000 tonnellate cadauna).

In assenze di discariche i depistatori hanno inventato che i rifiuti siano stati seppelliti sotto la massicciata di una strada (Garoe-Bosaso), risultata alta solo cm.40, per anche come confermato dal capo cantiere , ing.Keller, senza per di più tener conto che quella arteria venne costruita nel 1987 sotto il governo dittatoriale di Siad Barre, Soetengono altresì che i fusti con i rifiuti nucleari sono stati infilati nei pozzi per l’acqua larghi cm.30 (figuriamoci poi se gli assetati somali potevano consentire delitti del genere).

I depistatori non sono stati capaci di trovare un solo somalo tra le 90 cabile contrapposte, che abbia confermato i loeo assunti; sono arrivati addirittura ad inventare che i trasporti in Somalia sono stati ordinati dal governo italiano ( ma non dicono quale ), in combutta con gli appartenenti dei Servizi segreti in Somalia mai esistiti in quel Paese eccetto il breve periodo della missione UNOSOM con solo due dipendenti in un territorio che è il doppio dell’Italia) in intesa con la massoneria e addirittura con la malavita organizzata e le grandi famiglie dell ‘ndrangheta calabrese, lautamente compensate: E  per farlo credere, servendosi delle solite “gole profonde” a cui vengono vengono promessi soldi come a dire degli stessi, accusano in modo esplicito uomini politici italiani al massimo li9vello, ordinatori del malaffare , quali De Mita, Andreotti, Misasi, il solito Craxi, Lagorio, De Michelis e così via, elargitori di somme milionarie, fino ad evocare untese e connivenze con il terrorismo internazionale di Al Caeda.

Più recentemente si evocano e compromettono altri personaggi rapportabili alla Sua stessa persono, in funzione anti-Silvio.

Pensando di far fessi gli italiani manovrano liberamente e quotidianamente su internet ( la voce Ilaria Alpi ha oltre un milione di chiamate), continuando a diffondere un numero incredibile di articoli solo sulla base di articoli pregressi, coscchè il serpente velenoso si ciba di se stesso mordendosi la coda.

L’obbiettivo è chiaro: esasperare scippando la verità, la situazione politica del nostro Paese, potendo giovarsi della grancassa televisiva resa disponibile dal TG3 e da Rai News, che ripropongono frequentemente gli stessi servizi, calcando la  mano ogni volta di più, intingendo i loro commenti nel curaro ideologico per infilzare apoditticamente persone innocenti imposssibilitate a difendersi.

La famiglia della Alpi lascia fare, mentre di Miran hrovatin nessuno parla e i suoi congiunti sono ignorati.

Tuto ciò, sig.Presidente, rende possibile il fatto che, mlgrado la richiesta di definitiva archiviazione del caso Alpi, reiterata dal PM di Roma, l’ottomo magistrato Franco Jonta, il procedimento venga tenuto ancora aperto senza che siano stati acquisiti ad oggi risultati nuovi atti a modoficare le tante e tutte convergenti certezze fornite dalle innumerevoli inchieste pregresse, potendo così continuare ad inventare nuovi scenari, senza sconti per le persone compromesse, malgrado il fatto che nessuna autorità giudiziaria le abbia imputate di alcunchè, così da applicare impunemente il vecchio detto manzoniano :calunniate, calunniate, qualcosa resterà!

Ed è così che questa strategia spregiudicata continua tuttora senza alcuna reazione ricorrendo a decina di migliaia di articoli, a una miriade di tavole rotonde, a cui concorrono anche  Magistrati accusati dalla Commissione Parlamentare di essere “ compartecipi dello sconcertante curcuito”) , nonché alla diffusione di libercoli  e persino con un film che ha usufruito di un contributo pubblico di 4.000.000.000 di vecchie lire , senza però essere messo in circolazione perché infarcito di riferimenti “ contra verum” . Il trutto supportato, senza soluzione di comnnità, da ricorrenti servizi su TG3 e Rai News.

Nonostante la condanna per diffamazione e per calunnia di alcuni affabulatori, anche su mia denuncia, la predetta “semina di veleni” e di fabbricazione dei falsi, continua, cercando questa volta di coinvolgere anche la mia persona, addirittura quale preteso logista degli interramenti dei rifiuti e quindi quale mandante del duplice omicidio.

Credo di essere in diritto di invocare dal Governo del mio Paese un intervento sollecito e definitivo a che questa “vexata quaestio” sia definitivamente chiarita con la iniziativa di disporre la discussione  nella Camera dei Deputati dei risultati delle pronuncie giudiziarie e delle relazioni finali di tutte le Commissioni parlamentari che si sono interessate al caso Alpi .

E in più che si rendano ufficiali i risultati delle indagini esperite anche recentemente dai Ministeri di competenza sul caso delle cosidette “navi a perdere” di cui si sta interessando la Commissione  parlamentare sul ciclo dei rifiuti presieduta dall’on. Gaetano Pecorella, oltre a prendere  le più appropriate iniziative volte ad accertare da parte dei Ministeri specifici , le responsabiliutà nel depistaggio di poliziotti, di carabinieri, di direttori di carceri e di magistrati secondo le precise accuse che la Commisssione Parlamentare presieduta dall’on. Carlo Taormina ha specificato nella sua ricordata relazione finale,

Credo indispensabile,altresì,  proprio a fini di verità, che si dia una risposta esauriente e chiarificatrice alle prospettazioni ricorrentemente diffuse dalle associazioni ambientaliste ( Green Peace, Legaambiente e WWF ) da decenni a questa parte, senza che mai, pur disponendo di ingenti mezzi, siano state  mai in grado di indicare un solo riscontro a quelle che da più parti sono considerate vere e proprie bufale,

Sig. Presidente, credo che Lei e gli On. Ministri, ai quali rivolgo questa mia viva preghiera, si renda conto che questa imperterrita e spregiudicata semina di menzogne, la quale ha una precisa finalità politico-ideologica in funzione anche antigovernativa e di opposizione alle annunciate scelte  di ritorno dell’Italia allo sviluppo dell’energia nucleare, deve finire ad evitare il coinvolgimento di innocenti e soprattutto il turbamento dell’opinione pubblica.

Una mistificazione che , sfruttando il caso Alpi, non può essere ulteriormente tollerata, se non altro per rispetto della verità e per irrinunciabili  esigenze di giustizia .

Grato dell’attenzione invio distinti ossequi

GIANCARLO MAROCCHINO

Roma lì   10- 7- 2010

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